Opera in due atti di Nicola Campogrande
Libretto di Piero Bodrato
PRIMA ASSOLUTA
15-17-19 Maggio 2026 – Teatro Comunale di Bologna, Comunale Nouveau.
Direttore: Riccardo Frizza
Regia: Tommaso Franchin
Scene: Fabio Carpene
Costumi: Giovanna Fiorentini
Luci: Manuel Garzetta
Assistente alla regia: Luisa Maria Bertoli

Personaggi e interpreti
OLYMPIA Isidora Moles
JEAN PAUL DUPONT Francesco Castoro
PROF.SSA SHERRY HOPE Silvia Beltrami
ING. LAMBERTO SPALLANZANI Stefan Astakhov
ZOLTAN Eugenio Di Lieto
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Maestro del coro: Giovanni Farina

Sul piano visivo la produzione raggiunge risultati di assoluto rilievo. L’ideazione scenica di Tommaso Franchin, coadiuvato dall’assistente alla regia Luisa Bertoli, propone un impianto strepitoso, immaginifico e splendidamente realizzato. Le scene di Fabio Carpene, davvero sontuose, costruiscono uno spazio teatrale in costante trasformazione di grandissimo fascino. Ci sono diversi momenti di particolare interesse, come il laboratorio del primo quadro del secondo atto e il finale adamitico, ma uno dei momenti più magici è sicuramente la scena della cucina del secondo quadro del primo atto, con i meravigliosi pesci fluttuanti: niente videoproiezioni, solo palloncini pieni d’elio e motorizzati, ma la movenza della silhouette è davvero efficace nella riuscita. Le scene, tanto curate e sorprendenti, vedono come naturale integrazione per il felicissimo risultato le belle luci di Manuel Garzetta e i costumi di Giovanna Fiorentini. Data la «singolarità» del soggetto ci si poteva attendere qualsiasi sorta di bizzarria nella messa in scena, invece il tutto è giocato su scene pulite, con un’impeccabile gestione dello spazio e delle masse; molto apprezzato anche il fatto che in ogni momenti il comparto visivo voglia ricordarci il senso di magia e di stupore dell’andare a teatro. Una cosa interessante è che non si segue pedissequamente il libretto (con buona pace di chi è convinto che il lavoro del regista sia solo la messa in scena di questo): quando si individua una realizzazione potenzialmente migliore di quella proposta nella didascalia, ovviamente si va in quella direzione. Franchin legge correttamente il libretto di Bodrato in relazione alla realizzazione di Campogrande ma si assume anche il rischio di interpretarlo, cosa quanto mai opportuna, dati anche i molteplici livelli di lettura proposti dal soggetto.
Luca Fialdini
Operaclick
Molto piacevole e divertente il libretto di Piero Bodrato, messo in scena con la nitida semplicità teatrale di Tommaso Franchin […]. Il regista è riuscito a proiettare il pubblico in una dimensione tra l’onirico e il futuristico, portando l’ascoltatore quasi sul set di Blade Runner e dando vita alle coloratissime scene di Fabio Carpene, perfettamente accostate ai costumi fantasiosi e originali di Giovanna Fiorentini e al suggestivo impianto luci di Manuel Garzetta.
Federica Bressan
Le Salon Musical
Franchin’s staging looks great, with sets by Fabio Carpene and costumes by Giovanna Fiorentini. As with the music and libretto, Franchin’s staging focuses on creating believable relationships, so that even with a story as fantastical as this, the characters and their motivations are always clear. The chorus is also moved around the stage with assurance, never just parked on stage, instead creating a group of recognizable individuals within a corporate group.
operatraveller.com
Uno spettacolo immerso in un tempo assieme presente e astratto, che pare trovare un sostanziale – e non scontato – equilibrio fra funzionalità e narratività teatrale, nel tracciato di una sorta di colorata commedia postmoderna.
Alessandro Rigolli
Il giornale della musica
La struttura unitaria e coerente dell’opera viene perfettamente riflessa dalla regia di Tommaso Franchin che con le scenografie di Fabio Carpene realizza quattro quadri di grande nitidezza e vivacità cromatica, dove ogni gesto ed elemento sono ispirati al rigore geometrico della scienza e alla leggerezza della commedia. Il locale alla moda, la cucina di casa, il laboratorio e il salotto creano uno sfondo in cui prende forma tanto l’esuberanza quanto la drammaticità, con gli eleganti e colorati costumi di Giovanna Fiorentini e il vario e delicato gioco di luci di Manuel Garzetta. Tutta la macchina scenica, agile e fluida, si modella sulla musica e la comicità evolve lentamente verso la commozione, in un finale intenso e che rimane aperto a domande e possibilità.
Andrea Poli
Opera Libera
Tommaso Franchin’s production wisely resists the temptation to over design the future. With Fabio Carpene’s sleek sets and Giovanna Fiorentini’s understated costumes, the visual world feels less speculative than an evolution of the present. Spallanzani’s luxurious apartment and the opera’s supercomputing center are recognizable spaces, extensions of contemporary technocratic culture rather than fantasy landscapes. Franchin keeps the focus firmly on interpersonal tension. Even at its most conceptually ambitious, the production remains grounded in gesture, reaction, physical presence.
Zenaida des Aubris
OperaWire









Foto di Andrea Ranzi