SISTER(s) – Miraggio su strada qualunque

di Andrea Dellai

Con: Andrea Dellai, Massimo Scola, Laura Serena
Scenografie e costumi: Paola Ghiano con la consulenza artistica di Eleonora Rossi
Accessori: Martina Pretto
Luci: Manuel Garzetta
Sonorizzazione: Marco Campana

Regia: Tommaso Franchin

Con il sostegno di Dedalofurioso
Selezione premio scenario 2015

con il supporto di Residenza IDra e Teatri Di Vita nell’ambito del progetto CURA 2016

«Sister(s) convince nell’essere incardinato su strutture realistiche che contengono una loro stessa contestazione, per questo “chiede molto” ad attori che danno corpo a figure drammatiche sfaccettate, mai bidimensionali pur in una conclamata tensione grottesca».

Lorenzo Donati, Altre Velocità

Sinossi

Un fratello e una sorella, Bruno e Allison, vivono ai margini della città a Rovigo (Alabama). A Rovigo (Alabama) non c’è molto da fare, poca gente, troppa “sfiga”. Quattro vecchi, un cimitero, una stazione di benzina. Pochissime automobili. Molto caldo. A gestire la stazione di rifornimento sono in due, un fratello e una sorella in una civiltà bombardata di slogan, in stato confusionario e razzista. E finalmente un giorno, i due fratelli si comprano un frigorifero nuovo di zecca. Niente più carne andata a male. Niente più mosche sulle bistecche. Ma qualcosa non va come immaginato. Lui apre il frigorifero e ci trova chiusa dentro la Madonna che gli dà una notizia importante: lui dovrà farsi suora. Con velo, tunica e sandali: tutto compreso, tutto incluso. Nostra Signora dello Sbaglio ha colpito e affondato. Come affrontare l’accaduto? Ci si può sottrarre ad una proposta del genere? Come può l’amore fraterno cresciuto ai bordi di un nulla concepire ed accettare il distacco assoluto? Ci sono giorni in cui ti accorgi che il mondo che ti circonda è cambiato e tu devi cambiare con lui, senza sapere il perché.
I legami che fino a ieri si davano per scontati, come quello tra un fratello e una sorella o tra i figli e i genitori, sono messi in crisi per poi prendere nuova forma.

«L’efficace leggerezza dello spettacolo firmato da Tommaso Franchin sta anche nella capacità di toccare molti e diversi temi senza incatenarsi a nessuno: in Sister(s) si tratta della chiusura mentale e dell’alienazione della provincia italiana, dello smarrimento delle nuove generazioni, prive di coordinate e identità, rabbiose e diffidenti, o del dolore della crescita e del cambiamento».

Michele Spinicci, Stratagemmi

«Spettacoli come “Sister(s)” o li ami o li odi. Magari li odi: perché ti chiedono troppo, non riesci a dargli un senso, lontani come sono dai canoni che sei disposto ad accettare. Oppure sali sull’ottovolante del paradossale, entri in modalità vertigine e pian piano tutto diventa chiaro, ti emoziona e ti sorprende. E allora, come è successo a noi, ti innamori».

 Alessandra Agosti, Il Giornale di Vicenza