di Mattia Favaro

con Massimo Scola
suono Thybaud J. Monterisi
scene Fabio Carpene
luci Manuel Garzetta
produzione exvUoto teatro
con il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale, Fori Festival, Drupa Centre
un ringraziamento a Theatron 2.0
Regia: Tommaso Franchin
Vincitore del premio al miglior testo comitato under 30 Omissis 2024
Vincitore della menzione speciale al Premio Omissis 2024 Vincitore della menzione speciale al Premio Carlo Annoni 2024
Finalista al Premio tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2024
A human being has three enemies:
men, women, and itself.
Il racconto della provincia veneta è sempre stereotipato e privo di speranza. Il Veneto (regione o abitante) è ricco, ignorante, compiaciuto della sua ignoranza, razzista, omofobo; non c’è possibilità di redenzione. Uscire dai confini della nostra regione è come uscire da una gabbia: tutti ci guardano come strani animali da zoo. Ma il Veneto (regione) è stato un luogo di personaggi leggendari e mitici, non solo di capannoni. Siamo ancora la regione dei personaggi goldoniani, ma la riforma borghese del teatro non ha cancellato del tutto le maschere, la narrazione non si è mai aggiornata: Mirandolina o i quattro rusteghi esistono ancora, ma accanto a loro sono nati nuovi archetipi che potevano apparire solo dopo gli anni ’80. Il barista di MS è uno di questi: un “rimastone”, un omosessuale carico di rabbia e di omofobia interiorizzata, tipicamente veneto, solo, con un livello di intelligenza emotiva inversamente proporzionale al dolore che si sente inflitto dall’esistenza. M S è un flusso continuo di parole, inframmezzato da poche pause, che non sembrano di pensiero ma di volume: il flusso continua silenzioso nella testa del protagonista per poi riaffiorare sulle labbra, carsico.
Il barista rievoca la sua infanzia e il suo presente, racconta la sua vita tra uno spriz e l’altro: il solo anestetico possibile nella sua corsa senza fine all’inseguimento della mitica Tucana, l’unico vero amore della sua vita.







